Adeguarsi all’European Accessibility Act: cosa cambia dal 28 giugno 2025 per siti web, app ed e-commerce? A partire dal 28 giugno 2025 entra in vigore l’European Accessibility Act (EAA), la normativa europea che richiede a molte aziende di rendere accessibili i propri siti web, app e servizi digitali. Se ne parla molto, spesso con toni allarmistici. Ma è davvero così complicato? E chi deve davvero preoccuparsi? Facciamo chiarezza. Indice dei contenuti Cos’è l’European Accessibility Act (EAA)? Chi deve adeguarsi? Cosa deve essere accessibile? Esenzione per le microimprese Quando scatta l’obbligo di adeguamento? Quali sono i rischi per chi non si adegua? Come adeguarsi? Conclusione Cos’è l’European Accessibility Act (EAA)? L’EAA è la direttiva legislativa adottata dall’UE nel 2019 che introduce l’obbligo di garantire l’accessibilità digitale per una vasta gamma di servizi e prodotti. Non si tratta più di un’opzione, ma di un obbligo di legge. Accessibilità digitale significa creare siti e strumenti digitali che tutti possono usare facilmente, anche chi ha disabilità. Aiuta le persone a vedere, capire, navigare e usare i contenuti online, ma è utile anche per anziani, utenti con problemi temporanei, chi ha internet lento o usa dispositivi come telefoni e TV. Oggi il web è uno strumento essenziale per lavorare, studiare, curarsi e comunicare: poterlo usare senza barriere è un diritto. Chi deve adeguarsi? La normativa sull’accessibilità si applica a tutti gli operatori economici che offrono prodotti o servizi digitali ai consumatori finali, quindi: ► Aziende private che offrono prodotti e servizi digitali (es. siti web, e-commerce, app, servizi bancari online, e-book, terminali self-service, ecc.). ► Enti pubblici (già tenuti dal 2016 alla Legge Stanca e direttiva UE 2102/2016) che devono continuare a garantire l’accessibilità dei propri servizi digitali. Cosa deve essere accessibile? L’EAA si applica sia a prodotti fisici che a servizi digitali, come chiarito all’Articolo 2:: Prodotti ► Elettronica di consumo: computer, sistemi operativi, smartphone, tablet, apparecchi TV digitali ► Terminali self-service: bancomat, biglietterie automatiche, check-in ► Libri elettronici: ebook, software di lettura, e-reader Servizi ► Siti web aziendali (portali informativi, aree riservate, ecc.) ► Applicazioni mobili (app per smartphone/tablet che offrono servizi ai clienti) ► Servizi bancari online (home banking, app di pagamento, ecc.) ► Servizi di e-commerce (vendita di prodotti/servizi online) ► Servizi di telefonia e comunicazione elettronica ► Servizi di trasporto elettronici (prenotazione biglietti, informazioni su orari, ecc.) ► Servizi di accesso a contenuti audiovisivi (piattaforme streaming, TV on demand, ecc.) ► Servizi di e-book (vendita e lettura online di libri digitali) Esempi concreti → Un’azienda che vende prodotti online deve rendere il sito accessibile. → Una banca che offre home banking deve garantire accessibilità a sito e app. → Un’azienda di trasporti con prenotazioni online deve rendere accessibili i suoi servizi digitali. → Un editore che vende e-book deve rendere accessibile la sua piattaforma. La regola generale è: se il tuo sito/app fornisce servizi ai consumatori nell’UE, rientri! Esenzione per le microimprese Sono esentate dall’obbligo le microimprese, ovvero aziende con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro, che potrebbero comunque scegliere di farlo per migliorare l’esperienza utente per tutti, per una migliore pratica SEO (Google premia l’accessibilità nella SEO), per dimostrare attenzione ai temi di inclusione e diversità. Attenzione: Per essere considerata microimpresa bisogna soddisfare ENTRAMBI i requisiti (sia dipendenti che fatturato/bilancio). Se superi anche solo uno dei due limiti (dipendenti O fatturato), NON sei più microimpresa. Quando scatta l’obbligo di adeguamento? Per i nuovi progetti, sviluppati dopo il 28 giugno 2025, l’obbligo è immediato. Per i prodotti e servizi digitali già esistenti prima della suddetta data è stato previsto un periodo transitorio di 5 anni che si conclude il 28 giugno 2030. ⚠️ Eccezione per le modifiche! Il periodo transitorio decade se il servizio viene modificato dopo la suddetta data. Ecco cosa è considerato un cambiamento strutturale: ① Cambiare tema grafico ② Aggiungere un page builder o un’area riservata ③ Passare a un nuovo CMS ④ Introdurre nuove sezioni (blog, e-commerce, ecc.) ⑤ Rifare la grafica o riorganizzare la struttura del sito/app Quali sono i rischi per chi non si adegua? La mancata conformità al EAA può comportare: ► Sanzioni economiche stabilite a livello nazionale (ogni Stato membro definisce le proprie sanzioni e modalità di controllo). In Italia, l’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) è l’ente di riferimento; ► Segnalazioni da parte degli utenti o di associazioni o enti di controllo. (Chiunque può segnalare un sito alle autorità, anche senza documentazione tecnica, se nota che sono avvenute modifiche); ► Danni reputazionali e perdita di fiducia da parte dei clienti; ► Esclusione da gare pubbliche o certificazioni. Tool pubblici come la Wayback Machine possono mostrare lo storico del sito. Se il layout è visibilmente cambiato, può essere usato come prova anche in sede di ispezione o contenzioso. Allo stesso modo documentazioni tecniche, changelog o repository Git possono essere usati per accertare un cambiamento che determina la revisione dell’accessibilità. Come adeguarsi? Le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG 2.1 – livello AA) rappresentano lo standard tecnico riconosciuto a livello internazionale per garantire l’accessibilità digitale di siti web e applicazioni. La loro adozione comporta in linea generale: → Aggiungere testi alternativi descrittivi per immagini e contenuti multimediali → Organizzare correttamente la struttura del codice HTML per facilitare la lettura da parte di screen reader → Garantire che tutte le funzioni siano utilizzabili tramite tastiera → Migliorare il contrasto colori e la dimensione dei testi → Rendere accessibili moduli e pulsanti, semplificando la compilazione e l’interazione → Assicurare che video e audio abbiano sottotitoli o trascrizioni Oltre agli interventi tecnici per rendere accessibili siti e app, la normativa richiede anche un semplice adempimento amministrativo: ogni anno, entro il 23 settembre, le aziende soggette all’obbligo devono compilare o aggiornare la Dichiarazione di Accessibilità tramite il modulo online ufficiale messo a disposizione dall’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale). Il link alla Dichiarazione deve essere inserito nel footer del sito web, con la dicitura “Dichiarazione di accessibilità” o semplicemente “Accessibilità”. Per le app mobili, invece, il link va posizionato nella sezione delle informazioni generali dello store e sul sito web aziendale. Una volta pubblicata la Dichiarazione, il link rimane sempre lo stesso: ogni anno basta aggiornare i contenuti, senza dover cambiare link o rifare tutto da capo. Deve essere previsto un meccanismo di feedback accessibile tramite un link inserito nella Dichiarazione di Accessibilità. Può trattarsi di una semplice email o di un form che consenta agli utenti di segnalare eventuali problemi di accessibilità. Ricorda di offrire sempre più modalità di contatto per facilitare la comunicazione. Questo adempimento è pensato per aiutare le aziende a essere trasparenti e per garantire agli utenti un canale diretto e immediato per segnalazioni e suggerimenti. Conclusione L’EAA non è il tuo nuovo nemico! È un’opportunità per rendere il web più inclusivo e migliorare l’esperienza di tutti. Per la maggior parte delle piccole aziende italiane non cambierà nulla. Per chi deve adeguarsi, basta un po’ di attenzione e il supporto giusto. Contattaci per ulteriori informazioni e approfondimenti, e non perderti il nostro blog per approfondimenti su tecnologia, innovazione e trasformazione digitale. Fonti ufficiali e approfondimenti: Testo della direttiva UE 2019/882 AGID – Accessibilità Gazzetta Ufficiale